IL GIOCO DELLA SCENA

Costruire improvvisazioni comiche non è mai stato così semplice: non occorre essere geniali, occorre solo rispondere alle giuste domande.

Direttamente dalla grande improvvisazione di Chicago e New York, uno stile improvvisativo basato sulla costruzione degli sketch partendo da un punto di vista autoriale. 

Impareremo concretamente che cosa vuol dire Mind Group e vedremo che se si lavora davvero insieme non serve pescare dal cilindro soluzioni geniali per mettere in scena sketch esilaranti. 

Lo faremo attraverso un meccanismo di vastissima applicazione come il gioco della scena. 

Il gioco della scena può nascere con facilità in qualsiasi improvvisazione perché è un meccanismo che ha pochi ma precisi punti fermi. Questi punti fermi non sono limitazioni ma trampolini per la creatività. 

Le uniche indicazioni: è necessario utilizzare questi strumenti nel modo corretto e soprattutto, per darsi in scena le giuste risposte, è fondamentale imparare a farsi le giuste domande.

Con questo workshop, capiremo come semplificarci la vita, limitando lo stress
e puntando dritti al divertimento puro.

SCOPRI LA TUA VOCE IMPROVVISATA
"Tutti nascono unici, solo alcuni continuano ad esserlo"
BOB MARLEY
cantante

In tutti i percorsi artistici, e anche nell’improvvisazione, è necessario imparare delle tecniche che ci permettano di muovere i primi passi in un mondo nuovo e di padroneggiare consapevolmente i nostri gesti. Quasi sempre nel percorso di crescita, prendiamo uno o più punti di riferimento, persone più esperte di noi, che stimiamo, e per imitazione cerchiamo di emularle. Tra tecnica ed emulazione, ci creiamo delle competenze e delle certezze. Ma arriva un punto in cui la tecnica e l’emulazione, iniziamo a sentirle come frustranti zavorre che limitano la nostra libertà. Ed è questo il momento in cui è giusto iniziare a cercare la nostra autentica e unica voce improvvisativa. Questo workshop, attraverso il dialogo e l’analisi della performance, vuole aiutarvi ad accelerare il processo di scoperta della vostra unicità artistica.
Non c’è un modo giusto e uno sbagliato di fare le cose; ne esiste uno che valorizza le nostre qualità e un altro che le ignora.